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Flora e fauna

Titolo
 

LA FLORA DEL PARCO

Alberi, arbusti ed erbe

I bucaneve
annunci di primavera

Quercia

Carpino

Ciliegio

Platano

Faggio

Ippocastano

Tiglio

La flora: La specie più diffusa all'interno dei boschi è la Farnia (Quercus robur), specie principe dell'antica foresta planiziale  lombarda, sovente ibridata con altre specie quercine, in particolare la Rovere (Quercus petraea). Altri alberi tipici locali molto diffusi nei boschi del Parco sono gli Aceri (Acer campestre e pseudoplatanus), il Carpino bianco (Carpinus betulus) ed il Frassino (Fraxinus excelsior). Accanto agli alberi citati sono molto rappresentate alcune piante esotiche, provenienti da altri continenti, tra cui si segnalano per la loro diffusione la Robinia (Robinia pseudoacacia) e la Quercia rossa (Quercus rubra); l'Ailanto (Ailanthus altissima) ed il Ciliegio tardivo (Prunus serotina) per la loro capacità infestante.
Nei Giardini della Villa Reale le specie presenti sono molte, di varie dimensioni e provenienza, impiantate per ottenere risultati estetici pregevoli ( e per..."stupire"). Si ricordano i Cedri (Cedrus spp.), il Faggio (Fagus sylvatica), le Magnolie (Magnolia spp.), le Sequoie (Sequoia spp.), la Gingo (Ginkgo biloba). L'albero più utilizzato  per i filari è il Tiglio (Tilla spp.), presente con diverse specie sia autoctone che esotiche; ben appresentati sono  pure il Platano (Platanus hybrida), l'Ippocastano  (Aesculus hippocastanum) e la Quercia rossa (Quercus rubra).

Molti sono i parassiti che colpiscono le piante, alcuni di essi sono specifici, cioè attaccano una sola specie o più  specie simili fra loro, mentre altri sono generici ed aggrediscono specie anche molto diverse, per questo da qualche anno si curano alcune patologie come la Cameraria ohridella, un microlepidottero che si sviluppa sulle foglie degli ippocastani.

Negli ambienti naturali un gran numero di parassiti viene controllato da predatori evolutisi parallelamente ad essi, mentre negli ambienti molto antropizzati la semplificazione e l'artificializzazione dell'ecosistema non ne permettono la sopravvivenza cosicché le "malattie" si manifestano con maggior facilità.
Fra i parassiti che colpiscono più specie di piante, ricordiamo gli insetti defogliatori come la Limantria e quelle che scavano gallerie nel legno come, Cerambicidi, Scolitidi, un
 patrimonio scientifico-naturalistico di grande importanza.

 LA FAUNA

Il Parco di Monza nacque con due scopi ben   precisi: farne una tenuta modello, dove si potevano sperimentare le più varie colture e, al tempo stesso, era diffusa la  caccia  al  cervo,  alla  volpe  ed  al  capriolo.
Abbandonate le cacce reali e terminata la funzione di podere modello, attualmente  la presenza di animali si limita, fra gli uccelli al Fagiano, alla Tortora, al Colombaccio, alla Gallinella d'Acqua oltre alla Cornacchia Grigia, al Merlo, alla Cincia ed a molti altri volatili che si possono incontrare nelle campagne lombarde. Tra i mammiferi, il Ghiro, il  Riccio la Lepre ed il Coniglio selvatico. Vi è pure la presenza; anche se limitata, della Volpe della Donnola e, tra i rapaci notturni, della Civetta e dell'Allocco.

Un piccolo ghiro vicino al Mulino del Cantone

Flora: le nostre schede

I BUCANEVE: ANNUNCI DI PRIMAVERA

Questa piccola pianta delicata, con fiori penduli bianchi, è ampiamente presente nei boschi del Parco.
Il bucaneve evita la stagione calda entrando in dormienza d'estate invece che d'inverno. Il bulbo forma nuove radici in autunno, le foglie e i graziosi fiori bianchi compaiono molto presto a primavera; la pianta si secca poi d'estate.

Vi sono molte specie di bucaneve: i più comuni sono il Galanthus nivalis (nella foto a destra) e il Leucojum vernum (foto sotto).
 
Sono fiori tipici dell'ambiente alpino. Allora viene spontaneo il domandarsi come mai si possano rinvenire nel  sottobosco del Parco. Si tratta di presenze storiche risalenti all'era glaciale e per questo rivestono una considerevole importanza botanica.
In questi giorni è possibile godere nel Parco della bellezza della fioritura dei bucaneve, i primi piccoli fiori che annunciano l'arrivo della primavera. Percorrendo viale Cavriga in direzione Villasanta si incrocia un ponte, si svolta a destra seguendo un sentierino tra i rovi, e costeggiando le rive del Lambro vi imbatterete in piccoli gruppi di campanellini bianchi: sono i bucaneve!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

“Campanelline" (Leucojum vemum)

 

I "Bucaneve" (Galanthus nivalis)
nel sottobosco del Parco

Il  Parco  di  Monza  costituisce  con  la  Villa  Reale  e  i Giardini un complesso di inestimabile valore paesaggistico, storico, monumentale e architettonico. Un gioiello che sta sempre più assumendo un ruolo fondamentale dal punto di vista naturalistico ecologico in un'area a fortissima urbanizzazione.
Per le centinaia di migliala di abitanti che gravitano intorno ad esso rappresenta un polmone insostituibile, come dimostra il fatto che oltre un milione di persone lo frequenta annualmente, e per tante specie animali e vegetali costituisce l'unica oasi , un sicuro rifugio.

 

Nitticora sul fiume Lambro

Tale valore è legato anche alla sua articolata struttura e alla varietà di ambienti. La ricchezza naturalistica rende questo luogo uno straordinario oggetto di ricerca per studiosi e cultori delle discipline naturalistiche.
Sono stati svolti e sono tuttora in corso numerosi studi sugli aspetti naturalistici del Parco, che hanno evidenziato la presenza di oltre 400 specie fungine, alcune delle quali di particolare importanza, circa 90 specie di uccelli, una decina di micromammiferi e alcune specie erbacee molto pregiate. Tra i volatili va segnalata la presenza di una specie di grande valore quale il picchio rosso minore. La popolazioni di allocchi - su cui sta lavorando l'università di Pavia da alcuni anni - è, per densità, una delle principali d'Italia e d'Europa.
Il  Parco  ebbe  continui  arricchimenti  fino  al   1923,  in  pa ticolare per quanto riguarda la botanica, grazie all'opera del Villoresi (primo responsabile della gestione del giovane parco).
Il Villoresi  è  noto  soprattutto  per  le  qualità  ed   il   numero delle piante esotiche introdotte, per le quali il Parco divenne in breve famoso.
Il catalogo  del   Rossi   riporta  una  tale  ricchezza  di  specie vegetali da rimanerne meravigliati.
La superficie totale del Parco con i Giardini è di 7.325.000 mq. di cui 3.260.000 a bosco ed il resto a prato.
Si ritiene che il numero di piante d'alto fusto presenti nel Parco superi le 100.000 unità.