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Nel 1777 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria ordinò la costruzione di una dimora estiva per il figlio Ferdinando I, Governatore della Lombardia. L’incarico fu affidato al Piermarini, autore del teatro alla scala, che aveva già collaborato alla costruzione della reggia di Caserta.
L'architetto Piermarini espresse in questa villa, che sorge in viale Brianza a Monza, tutto il suo linguaggio architettonico, ribadendo il carattere di razionalità e colta raffinatezza neoclassica fatta di linearità e semplicità stilistica, evidenziata già dalla facciata principale. L'interno è composto da una serie infinita (600) di stanze tutte collegate fra loro. Gli ambienti sono sfarzosi e impreziositi da stucchi, sete, affreschi, boiserie, camini e vasche da bagno in marmo, porte e lunette con sculture lignee, fregi, pavimenti in marmi pregiati o in legno intarsiato, alcuni disegnati da Maggiolini ed imponente è lo scalone d’onore. Purtroppo la Villa, in fase di restauro, non è aperta al pubblico.
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 La Stanza del Re |
 La Biblioteca del Maggiolini |
 Salone d'ingresso |
Accanto alla Villa, il Serrone, ora adibito a spazio espositivo, la Rotonda, famosa per i pregevoli affreschi, il Teatrino decorato in stile neoclassico e la Cappella di Corte, tornati a splendere dopo un ottimo restauro.
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 Il Teatrino |
 La Rotonda dell'Appiani |
 La Cappella reale |
Il Roseto
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Sul lato ovest è collocato un roseto che comprende circa 500 qualità di rose, considerato dai botanici uno dei più prestigiosi d'Europa. A maggio è sede del Concorso Internazionale della Rosa.
I giardini della Villa reale, collocati nella parte nord, regalano al visitatore un’ineguagliabile vista. Progettati come giardini all’italiana alla fine del XVIII secolo furono successivamente ridisegnati come giardini all’inglese con laghetto e tempietto. Orario di apertura dei Giardini della Villa Reale: dalle 7.00 alle 18.30 in inverno dalle 7.00 alle 20.00 in estate.
Vicinissima alla Villa reale, su vialle Cesare Battisti, sorge la Cappella Espiatoria esattamente sul luogo dell’uccisione del Re Umberto I ad opera dell’anarchico Bresci il 29 luglio 1900.
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